Dopo un anno di baccano mediatico, la verità sulle presunte apparizioni sarà svelata?

Suor Letizia intervista Fratello Luigi Maria

Fratello Luigi Maria, dopo un anno nessuna novità sulle presunte apparizioni di Trevignano Romano. Secondo lei a cosa è dovuta questa inerzia?

Difficile dirlo. Siamo tutti stupiti da questa inoperosità, sia delle autorità competenti di natura civilistica e sia dell’autorità e del magistero di indirizzo religioso.

Qualcuno ha sottolineato che il ritardo è dovuto alle indagini molto complesse, perché si intrecciano misteri economici e misteri soprannaturali. Lei si è fatta un’idea?

Ho analizzato la vicenda e approfondito l’esame delle apparizioni attraverso due libri che, essenzialmente, hanno messo in risalto sia la falsità delle manifestazioni soprannaturali e sia la eventuale presenza diabolica delle stesse. Il discernimento è stato molto elementare e non ha richiesto particolare avvedutezza. Sono manifesti errori di natura teologica, esegetica, dogmatica ecc. Sono stati analizzati comportamenti, atteggiamenti e condotte non consone al contegno religioso. Per cui, sono convinto che la vicenda, per quanto complessa, è anche facilmente riconducibile ad una sceneggiata mal costruita per plagiare, raggirare e truffare i fedeli.

Allora, come spiega questo ritardo?

Per quanto riguarda le indagini giudiziarie, su presunti reati, sarebbe giustificata tanta attenzione se le investigazioni dovessero riguardare altre persone, tenute sotto controllo, che hanno prestato la loro opera in questa impresa truffaldina. Non dimentichiamo che la traccia del denaro, porta sempre a nuovi scenari e a nuove responsabilità. Sono in molti a pensare che i coniugi Cardia abbiano coinvolto altre persone che volontariamente o meno si sono lasciati implicare in questa faccenda. Le indagini, spesso, sono complesse e pluridirezionali. L’accusa delle famose carte prepagate Evolution, potrebbero essere state intestate a dei prestanomi. Penso che la Guardia di Finanza stia facendo il suo lavoro.

Come giustifica il ritardo delle autorità religiose?

Questo ritardo è la nota dolente di questa faccenda. Non mi riferisco alla Commissione che potrà anche metterci un secolo a dare un responso. Mi riferisco a due accadimenti che ritengo molto gravi da parte dell’Ordinario della diocesi di Civita Castellana. Penso ai comportamenti del Vescovo mons. Marco Salvi. È vero che sotto il profilo dell’autorità ecclesiale è, oppure si sente, un “mammasantissima” ed è intoccabile e ingiudicabile, ma il buon senso del padre di famiglia, cosa che non ha mostrato fino ad oggi, spingerebbe ad intervenire per evitare sofferenze e divisioni anche familiari. Di fronte a tanto baccano l’invito a non andare sulla collina è un palliativo per bambini scemi. Mi sarei aspettato un divieto con tanto di sanzioni per debellare l’ostracismo di alcuni sacerdoti compiacenti.

Un ritardo ingiustificabile e dannoso?

Ma tanto, come spesso sì sul dire, “tanto va la gatta al lardo fino a quando ci lascia lo zampino”. È facile comprendere se sua eccellenza il vescovo è in buona fede, oppure, complice di questa faccenda. Il 29 marzo la presunta mistica e veggente, soffrirà la passione di Cristo, se la commissione medica degli esperti (patologo, chirurgo e ematologo) non fosse in grado di analizzare il fenomeno, ci troveremmo in una annunciata fuga per evitare il controllo. Cosa farà il monsignore? Interverrà in modo drastico, oppure, attenderà la nuova quaresima del 2025?

Quindi la data del 29 marzo è una data importante?

Lo stesso vescovo il 4 gennaio del 2024 ha annunciato che i lavori della Commissione erano in dirittura d’arrivo e che una decisione era legata a fattori esterni (analisi delle stimmate e dei carismi) dopodiché avrebbe preso una decisione. Se ciò non accadesse si assumerebbe la propria responsabilità.

Se il vescovo non dovesse prendere una decisione cosa accadrebbe?

Nulla, non accadrebbe nulla. Ricordiamoci che il vescovo è libero nel suo esercizio ministeriale, così come i fedeli sono liberi nel giudicare condotte non degne da parte di un padre di famiglia. Anche papa Alessandro VI era papa e tale rimase, ma era biasimato per essere il padre di Lucrezia e Cesare Borgia. Non basta vestirsi di paonazzo per lasciare odore di santità quando si procede in modo ondivago.

Lei è molto duro nel giudizio.

Sono amareggiato e deluso. Soprattutto, sconvolto. Nella mia Calabria certe questioni si risolvono rivolgendosi a chi di dovere. La mia educazione e la mia istruzione mi impediscono di pensare a certe soluzioni. Il vescovo ha una responsabilità nel decidere ma anche nel tutelare le parti fragili. Le vicende della strage di Altavilla Milicia è un allarme. Conosco persone che hanno ricevuto molto male dalla coppia e sono state in cura da psichiatri e psicologi. Se qualcuno, dovesse farla finita con un suicidio, quante persone si sentirebbero innocenti? Intanto, conosco un carissimo amico che è morto di Covid, ricoverato di urgenza, per non essersi vaccinato su indicazione della presunta veggente.

Che stato d’animo avrebbe se la presunta veggente dovesse farla di nuovo franca davanti alla commissione medica?

Lo stato d’animo di chi guarda il cielo e domanda: “Signore, fino a quando dobbiamo aspettare per avere giustizia?”

Lei continuerà ad andare in tv a fare la sua testimonianza?

Per forza. Il mio intendo è quello di evitare altri gonzi come il sottoscritto.